DEDICAZIONE DEL DUOMO DI MILANO CHIESA MADRE DI TUTTI I FEDELI AMBROSIANI

DEDICAZIONE DEL DUOMO DI MILANO CHIESA MADRE DI TUTTI I FEDELI AMBROSIANI

 

LETTURA Isaia 26,1-2. 4.7-8; 54,12-14 Dio ha posto a nostra salvezza mura e bastioni. Aprite le porte: entri una nazione fedele – 26,1In quel giorno si canterà questo canto nella terra di Giuda: «Abbiamo una città forte;  mura e bastioni egli ha posto a salvezza. 2Aprite le porte: entri una nazione giusta, che si mantiene fedele. 4Confidate nel Signore sempre, perché il Signore è una roccia eterna. 7Il sentiero del giusto è diritto, il cammino del giusto tu rendi piano. 8Sì, sul sentiero dei tuoi giudizi, Signore, noi speriamo in te; al tuo nome e al tuo ricordo si volge tutto il nostro desiderio. 54,12Farò di rubini la tua merlatura, le tue porte saranno di berilli, tutta la tua cinta sarà di pietre preziose. 13Tutti i tuoi figli saranno discepoli del Signore, grande sarà la prosperità dei tuoi figli; 14sarai fondata sulla giustizia».

SALMO 67 (68), Date gloria a Dio nel suo santuario.

25Appare il tuo corteo, Dio, il corteo del mio Dio, del mio re, nel santuario. 26Precedono i cantori, seguono i suonatori di cetra, insieme a fanciulle che suonano tamburelli. 27«Benedite Dio nelle vostre assemblee, benedite il Signore, voi della comunità d’Israele». R

29Mostra, o Dio, la tua forza, conferma, o Dio, quanto hai fatto per noi! 30Per il tuo tempio, in Gerusalemme, i re ti porteranno doni. 33Regni della terra, cantate a Dio, cantate inni al Signore. R.

Riconoscete a Dio la sua potenza, la sua maestà sopra Israele, la sua potenza sopra le nubi, Terribile tu sei, o Dio, nel tuo santuario. È lui, il Dio d’Israele, che dà forza e vigore al suo popolo. Sia benedetto Dio! R.

 

EPISTOLA 1Corinzi 3,9-17 Santo è il tempio di Dio, che siete voi – Fratelli, 9siamo collaboratori di Dio, e voi siete campo di Dio, edificio di Dio. 10Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come un saggio architetto io ho posto il fondamento; un altro poi vi costruisce sopra. Ma ciascuno stia attento a come costruisce.11Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo. 12E se, sopra questo fondamento, si costruisce con oro, argento, pietre preziose, legno, fieno, paglia, 13l’opera di ciascuno sarà ben visibile: infatti quel giorno la farà conoscere, perché con il fuoco si manifesterà, e il fuoco proverà la qualità dell’opera di ciascuno. 14Se l’opera, che uno costruì sul fondamento, resisterà, costui ne riceverà una ricompensa. 15Ma se l’opera di qualcuno finirà bruciata, quello sarà punito; tuttavia egli si salverà, però quasi passando attraverso il fuoco. 16Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? 17Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi.

 

VANGELO Giovanni 10,22-30 Ricorreva la festa della Dedicazione ed era inverno – In quel tempo.22Ricorreva a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. 23Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone. 24Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai nell’incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente». 25Gesù rispose loro: «Ve l’ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. 26Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore. 27Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. 28Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. 29Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. 30Io e il Padre siamo una cosa sola».

 

“Non ha senso amare Cristo e non la Chiesa” – Papa Francesco, S. Marta, 31/1/2014.

L’omelia ha preso spunto dal re Davide, descritto dalle Letture proposte come un uomo che parla con Dio. Come un figlio che parla con suo padre, che anche se riceve un «no» alle sue richieste, lo accoglie comunque con gioia. Davide aveva «un sentimento forte di appartenenza al popolo di Dio». «Il cristiano non è un battezzato che riceve il Battesimo e poi va per la sua strada. Il primo frutto del Battesimo è farti appartenere alla Chiesa. Per questo Paolo VI diceva che non si può amare Cristo senza la Chiesa; ascoltare Cristo ma non la Chiesa; stare con Cristo al margine della Chiesa. Il messaggio evangelico lo riceviamo dalla Chiesa. Stiamo attenti al rischio di cadere in una sorta di dicotomia assurda». Perché il «sensus ecclesiae è proprio quello di sentire, pensare, volere, dentro la Chiesa». In questo senso esistono «tre pilastri che dicono il senso di appartenenza alla Chiesa e il sentire con la Chiesa». Il primo è «l’umiltà»: «Una persona che non è umile, non può sentire con la Chiesa, sentirà quello che a lei piace, a lui piace. È questa umiltà che si vede in Davide: “Chi sono io, Signore Dio, e che cosa è la mia casa?”. Con quella coscienza che la storia di salvezza non è incominciata con me e non finirà quando io muoio. No, è tutta una storia di salvezza: io vengo, il Signore ti prende, ti fa andare avanti e poi ti chiama e la storia continua. La storia della Chiesa incominciò prima di noi e continuerà dopo di noi. Siamo parte di un grande popolo, che va sulla strada del Signore». Poi c’è la fedeltà, «che va collegata all’ubbidienza»: «Fedeltà alla Chiesa; fedeltà al suo insegnamento; fedeltà al Credo, alla dottrina, custodire questa dottrina. Umiltà e fedeltà». Paolo VI «Ci ricordava che noi riceviamo il messaggio del Vangelo come un dono e dobbiamo trasmetterlo come un dono, ma non come una cosa nostra: è un dono ricevuto che diamo. E in questa trasmissione essere fedeli. Perché noi abbiamo ricevuto e dobbiamo dare un Vangelo che non è nostro, che è di Gesù. Non dobbiamo diventare padroni del Vangelo, padroni della dottrina ricevuta per utilizzarla a nostro piacere». Infine, il terzo pilastro è «pregare per la Chiesa». «Come va la nostra preghiera per la Chiesa? – ha chiesto Francesco – Preghiamo per la Chiesa? Nella Messa tutti i giorni, ma a casa nostra, no? Quando facciamo le nostre preghiere?». «Che il Signore ci aiuti ad andare su questa strada per approfondire la nostra appartenenza alla Chiesa e il nostro sentire con la Chiesa».