18 ottobre 2015 – 70° Ordinazione Sacerdotale Don SILVIO

70° ORDINAZIONE SACERDOTALE 

DON SILVIO TRONCONI

FOTOGRAFIE:

Foto cerimonia

Locandina festa 2

Locandina festa 1

Grazie Don Silvio

ATT00010

Mons. Faccendini

 

Omelia del Direttore. 

Omelia nel 70° anniversario di ordinazione sacerdotale  di don Silvio Tronconi  Milano,

Parrocchia di San Domenico Savio,

domenica 11 ottobre 2015

Memoria del beato Giovanni XXIII e 53° anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II

 

70 anni di sacerdozio!

Caro don Silvio, grazie per averci permesso di festeggiare con te questo traguardo importante, dono della bontà del Signore. Hai avvertito presto la sua chiamata, e a 15 anni, nel 1932, eri a Ivrea per prepararti a diventare salesiano e missionario. I superiori ti hanno destinato all’India, quel grande Paese dove sei giunto nel 1937 per compiere il noviziato e pronunciare, l’anno dopo, a Bandel, i voti di obbedienza, povertà e castità per essere Salesiano di Don Bosco per sempre. Completato il post-noviziato a Sonada, dal 1940 sei a Shillong per il tirocinio pratico, quindi per gli studi di teologia in preparazione al sacerdozio. Sono anni difficili, gli anni della seconda guerra mondiale: anni in cui, con i confratelli, sei sottoposto come italiano alle restrizioni imposte dagli Inglesi, che allora governavano l’India.

Giunge infine, appena terminata la guerra, la sospirata ordinazione sacerdotale, insieme ad altri cinque confratelli italiani, per le mani del vescovo salesiano monsignor Louis Mathias, grande apostolo dell’India prima a Shillong poi a Madras. I superiori mandano don Silvio a Tezpur, dove svolge il suo apostolato fino al ritorno in Italia, nel 1951, a 34 anni. È rimasto dunque in terra di missione tredici anni. Ma, come può testimoniare anche il nostro don Gianni, definito da don Silvio “bastone della mia vecchiaia”, si rimane missionari per sempre!

Lo spirito missionario e l’impegno fattivo per l’India hanno sempre accompagnato don Silvio, impegnato costantemente, dal suo ritorno in patria, nell’apostolato parrocchiale: prima per otto anni a Pavia, quindi, con una sorta di ping pong pastorale, a Sesto San Giovanni per nove anni, qui a San Domenico Savio per otto anni, di nuovo a Sesto per altri sedici anni, e finalmente a San Domenico Savio dal 1992… fino a quando il Signore vorrà.

Parlavo di spirito missionario. Don Silvio ama dire: “Bisogna andare incontro alla gente, starvi in mezzo, portare la parola buona del Vangelo; anche quando il Vangelo non viene accettato, il saluto cordiale, un sorriso, sono apostolato!”. Sono parole profondamente vere, che valgono non solo per i sacerdoti ma per ogni cristiano: sentiamoci tutti impegnati in questo apostolato “porta a porta”, di cordiale vicinanza ai fratelli e sorelle che il Signore ci ha dato da amare e salvare!

Caro don Silvio, grazie per la tua fedele presenza in mezzo a noi: per le quotidiane visite in oratorio, per l’interesse verso la nostra gente e soprattutto per ciò che ti qualifica come sacerdote sempre: l’offerta quotidiana dell’Eucaristia e, nell’Eucaristia, l’offerta della tua vita. Non ci sono età o condizioni meno preziose di altre per il cristiano e per il sacerdote: il Figlio di Dio ha salvato il mondo non con i miracoli, non con le grandi imprese o gli straordinari discorsi, ma offrendo se stesso, quando, avendo mani e piedi inchiodati alla croce, non poteva più fare nulla e non aveva più fiato per la predicazione!

Da te, caro don Silvio, vogliamo imparare ad offrire la nostra vita.

Per te, caro don Silvio, preghiamo: perché il Signore ti sostenga sempre nel tuo dono e continui a benedire il tuo sacerdozio. Amen.  Don Franco Sganzerla Direttore Opera Salesaiana S. Domenico Savio

 

Signor Antonio Taddei:

70° di Ordinazione sacerdotale

di Don Silvio Tronconi

Caro Don Silvio,

intorno a lei sono raccolti oggi un rilevante numero di membri della Comunità Parrocchiale di San Domenico Savio. Credo che questo momento di gioia, come tutti i momenti della gioia umana, facciano vagare il nostro pensiero a coloro che questa gioia fisicamente non possono condividere, ma che sicuramente sono qui in mezzo a noi con la loro presenza spirituale. L’essere qui oggi, non è solo per rendere omaggio a lei, ai suoi 70 anni di sacerdozio, ma è motivo per ringraziare insieme il Signore per avere chiamato a vocazioni diverse ognuno di noi, secondo i carismi individuali. Innumerevoli sono le vie nelle quali Dio incontra l’uomo, ma un incontro particolare è quando l’invito è a lasciare tutto e a seguirlo incondizionatamente. Ciò, è avvenuto per lei, e la risposta che il suo cuore le ha suggerito è stata un “si”, simile forse a quello di Maria, che pur non comprendendo totalmente, ma fiduciosa e docile alla Parola di Dio, ha accettato dicendo:” ….avvenga di me quello che hai detto….”.

Sull’immaginetta che aveva fatto stampare per ricordare il suo 60° anniversario di sacerdozio, avvenuto in India l’11 Ottobre 1945, era riportato il versetto 25 del primo capitolo della lettera di Paolo ai Colossesi, che recita così: “Sono diventato ministro della chiesa e Dio mi ha affidato la missione di annunciarvi il Vangelo per rendervi perfetti in Cristo” e sul fronte della stessa, ha voluto esprimere il suo pieno affidamento a Gesù con la seguente preghiera “Accogli Signore l’offerta della mia vita e rendimi fedele ministro della tua Parola e dei tuoi Misteri”.

Noi siamo testimoni del suo atteggiamento schivo ma profondamente sincero e credibile nella testimonianza del Risorto, e di quel prezioso servizio di cura delle persone anziane ed ammalate, che ha svolto finchè le energie l’hanno sorretta, alle quali, con profonda sensibilità ha offerto sempre una parola di fiduciosa speranza. Per tanti anni ha svolto inoltre il ministero come confessore, momento privilegiato per arrivare in profondità al cuore dell’uomo, che provato dalle difficoltà della vita, riconosce la propria dimensione nella grandezza della misericordia del Signore.

Vorrei concludere, rivolgendo un ringraziamento al Signore per questa occasione ed un augurio affinchè, con l’aiuto di Maria Ausiliatrice, di S. Giovanni Bosco e di S. Domenico Savio, il suo cammino sacerdotale, supportato dalla buona salute, possa essere sempre più proficuo, denso ancora di esperienze spirituali e umane, che continuino ad espandere il messaggio di salvezza che lei quotidianamente incarna con la sua presenza, testimoniando che la vita ha un sapore ed un gusto speciale se vissuta come dono di colui che ci è Padre.

Milano, 11 Ottobre 2015 

 

Don Gianni Rossoni:

RITRATTO DI UN GIGANTE DELLA CARITA’

 

Accorrete tutti, fratelli e sorelle alla grande festa,

Don Silvio dopo 70anni di sacerdozio

non ha ancora perso la testa:

Partito giovanissimo, come missionario, in India,

sotto gli auspici, dopo aver invocato l’aiuto di Maria.

Ha dovuto affrontare molti disagi e non poche difficoltà,

le ha superate tutte, senza viltà.

Carattere forte, indomabile e duro,

non ha mai mostrato un viso scuro.

Amato e stimato dai parrocchiani,

li ha serviti, con amore, rendendoli cristiani.

Nella vita ha capito che questa vale più di qualsiasi cosa,

perciò l’ ha vissuta, perché è preziosa.

 

-Ascoltiamo i suoi consigli:

“La paura toglie la felicità,

perché uccide gioia e libertà.

Chi nella vita non sa perdonare,

spezza il ponte sul quale dovrà passare.

Grazie di tutto, carissimi amici,

viviamo i nostri ultimi anni felici.

Vi aspetto nel regno di Dio,

dove sarò presente anch’io.”

 

Milano 10–10-2015

Don Gianni, tuo confratello salesiano