I DOMENICA dopo DEDICAZIONE DUOMO

I  Domenica dopo la Dedicazione del Duomo

 

VANGELO Marco 16,14b-20. Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo – In quel tempo. 14Il Signore Gesù apparve agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. 15E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. 16Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. 17Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, 18prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno». 19Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. 20Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano. 

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Un rabbino raccontava: “Mio nonno era paralizzato. Un giorno gli abbiamo chiesto di raccontarci la storia del suo maestro. Egli raccontò che, mentre pregava, il grande Baal Schem si metteva a saltellare e a ballare. Mio nonno si alzò in piedi, per raccontare meglio. Era talmente infervorato dal racconto, che cominciò a mimare, saltando e ballando, mostrandoci come faceva il suo maestro. Da quel momento era guarito. Così si devono raccontare le storie”.

“Hai mandato o Signore i settantadue discepoli in missione per ricordarci che nessun popolo, nessuna creatura, nessuna situazione umana è esclusa dalla buona notizia del vangelo… li hai mandati poveri… dona anche a noi, per essere testimoni credibili del vangelo, di non fare affidamento sui beni, sulle cose, di non contare sul potere. Donaci di entrare nelle case e di portare un senso di pace, di entrare nelle situazioni di conflitto e di portare le ragioni del dialogo, di entrare nella complessità del vivere non per risolverla ma per portare speranza e paziente attesa. Amen” (don Angelo Casati)