1a DOMENICA AVVENTO

1a DOMENICA AVVENTO

LETTURA Isaia 13,4-11. Ecco, il giorno del Signore arriva

SALMO 67 (68) Sorgi, o Dio, e vieni a salvare il tuo popolo.

EPISTOLA Efesini 5,1-11. Nessun impuro o avaro ha in eredità il regno di Cristo

VANGELO Luca 21,5-28. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo perché la vostra liberazione è vicina – In quel tempo. 5Mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, il Signore Gesù disse: 6«Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».7Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». 8Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! 9Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine». 10Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, 11e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.12Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. 13Avrete allora occasione di dare testimonianza. 14Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; 15io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. 16Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; 17sarete odiati da tutti a causa del mio nome. 18Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. 19Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita. 20Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. 21Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; 22quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. 23In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. 24Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti. 25Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti,26mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. 27Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. 28Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».

(Immagine: Arcabas (Nutrire il mondo con la bellezza)

AVVENTO 

Signore, abbiamo bisogno di te. È Avvento, di nuovo. Come ogni anno. Come ogni periodo che precede il Natale. Come ogni tempo in cui l'uomo attende. E spera. E lavora perché “l'arrivo”, quell'arrivo sia ancora più importante, più partecipato.

Signore, abbiamo bisogno di te. È Avvento, di nuovo. Un Avvento – come ce ne sono stati nella storia – contrassegnato da venti di guerra, da dolori e da sconfitte, da ansie e da paure. Come ai profeti una volta, anche oggi a noi il Signore, però, torna a dire: “Preparate le mie vie”.

Signore, abbiamo bisogno di te. È Avvento, di nuovo. Ma è Avvento ogni giorno se l'uomo si impegna perché la giustizia e la pace possono nascere ancora, come in quella notte nella stalla di Betlemme. È Avvento ogni momento se il credente combatte per una giustizia per tutti, e non per pochi; per gli ultimi anziché per i primi.

Signore, abbiamo bisogno di te. È Avvento, di nuovo. È Avvento ogni giorno se sapremo leggere questo periodo come attesa per riscoprire la nostra identità di uomini e di cristiani; la nostra spiritualità di figli di Dio; la nostra verità di custodi di un messaggio di salvezza; la nostra realtà di battezzati nella Chiesa e per la Chiesa.

Signore, abbiamo bisogno di te. E con te, abbiamo bisogno degli altri, di tutti gli altri. Nostri fratelli, nel pellegrinaggio comune che ci conduce al tuo regno, già presente e non ancora goduto; già in noi e non ancora disgelato.

Signore, abbiamo bisogno di te. Perché attraverso il nostro impegno in questo Avvento si possa, finalmente, vivere un Natale un po' meno di guerra, almeno nei nostri cuori.

Signore, abbiamo bisogno di te. Per ridare vigore alla vita, stupenda e da te donata e salvata. Troppe “ossa aride” abitano i nostri giorni. Tante sono le malinconie generate da fatue libertà.

Signore, abbiamo bisogno di te.

Noi ti crediamo anche se ci viene la tentazione dei primi discepoli di volerti vedere e sappiamo che sei con noi sempre in attesa di vederti quando tu vorrai e verrai. Qui, ora, ci custodisca la maternità di Maria e della Chiesa. Amen!

(don Tonino Bello)