III DOMENICA AVVENTO

III  DOMENICA AVVENTO

Anno C – Rito Ambrosiano   Liturgia della Parola di domenica 29 novembre 2015

Le profezie adempiute

 

LETTURA Isaia 45,1-8. Stillate, cieli, dall’alto

SALMO 125 (126)Grandi cose ha fatto il Signore per noi.

EPISTOLA Romani 9,1-5. Vorrei essere io stesso anatema a vantaggio dei miei fratelli secondo la carne.

VANGELO Lc 7,18-28 Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito – In quel tempo. 18Giovanni fu informato dai suoi discepoli di tutte queste cose. Chiamati quindi due di loro, Giovanni 19li mandò a dire al Signore: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». 20Venuti da lui, quegli uomini dissero: «Giovanni il Battista ci ha mandati da te per domandarti: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”». 21In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi. 22Poi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia. 23E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».24Quando gli inviati di Giovanni furono partiti, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? 25Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che portano vesti sontuose e vivono nel lusso stanno nei palazzi dei re. 26Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. 27Egli è colui del quale sta scritto: Ecco, dinanzi a te mando il mio messaggero,davanti a te egli preparerà la tua via. 28Io vi dico: fra i nati da donna non vi è alcuno più grande di Giovanni, ma il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui.

(Immagine: Giovanni Battista in carcere, Battistero della Cattedrale di Padova

«Stillate, cieli, dall’alto e le nubi facciano piovere la giustizia; si apra la terra e produca la salvezza e germogli insieme la giustizia»: è la Parola che accompagna e suscita la preghiera della Chiesa in questa Domenica. In Cristo, Figlio unigenito del Padre che ha voluto condividere la nostra fragile esistenza nel tempo, trova compimento tutta la storia della salvezza, in Lui «è annunciata la buona notizia» del Vangelo: «Dite agli smarriti di cuore: “Coraggio, non temete! […]. Il nostro Dio viene a salvarci”». Per questo, vigilando nell’attesa e rinnovando la nostra speranza, esprimiamo il proposito e «il desiderio di risplendere come luci festose» davanti al Signore che viene.

La prima venuta del Signore, compiendo le attese dell’Israele di Dio, ha portato consolazione a un «mondo malato» e destinato alla morte; l’attesa del suo ritorno alla fine dei tempi sarà il compimento della speranza dell’umanità intera, salvata nella sua Pasqua. L’Avvento è il «tempo di pace e riconciliazione […], sommamente desiderato dagli antichi patriarchi e santi profeti» (san Carlo Borromeo): vero adempimento delle profezie è riconoscere come la nostra esistenza può trovare il suo significato più autentico solo in Cristo. «È annunciata la buona notizia», perché in Gesù si rivela la vicinanza di Dio a ogni uomo. In Lui l’uomo è stato salvato nella sua interezza, ma noi siamo ancora in cammino verso questa pienezza; quando la nostra fragilità sarà colmata dalla sua misericordia, la sua luce vincerà le nostre tenebre, la sua giustizia supererà ogni egoismo, il suo Spirito sarà rugiada nel deserto del cuore.