III DOMENICA DOPO EPIFANIA

TERZA DOMENICA DOPO L’EPIFANIA

Il Signore ricorda sempre la sua parola santa

24 gennaio 2016 – Rito Ambrosiano – Anno C

LETTURA –Numeri 13,1-2.17-27: La terra dove scorre latte e miele.

SALMO RESPONSORIALE – Salmo 104 (105)Il Signore ricorda sempre la sua parola santa.

EPISTOLA – 2 Corinti  9,7-14: La carità fraterna nella Chiesa è continuazione del dono di Dio.

VANGELO –Matteo 15,32-38: Il segno della seconda moltiplicazione dei pani –In quel tempo. 32Il Signore Gesù chiamò a sé i suoi discepoli e disse: «Sento compassione per la folla. Ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non vengano meno lungo il cammino». 33E i discepoli gli dissero: «Come possiamo trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?». 34Gesù domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette, e pochi pesciolini». 35Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, 36prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò e li dava ai discepoli, e i discepoli alla folla. 37Tutti mangiarono a sazietà. Portarono via i pezzi avanzati: sette sporte piene. 38Quelli che avevano mangiato erano quattromila uomini, senza contare le donne e i bambini.

“La compassione è la più importante e forse l’unica legge di vita dell’umanità intera” (F. Dostoevskij).

“Il Dio di Platone era inaccessibile nella sua grandezza. Quello di Epitteto si confondeva con l’anima delle cose… Il cristianesimo, al contrario, ha condotto Dio alla portata dell’uomo. Gli ha dato un volto. Ne ha fatto nostro padre, nostro fratello, nostro salvatore” (Alexis Carrel).

“La compassione non è una relazione tra il guaritore ed il ferito. È un rapporto tra eguali. Solo quando conosciamo la nostra stessa oscurità possiamo essere presenti nel buio degli altri. La compassione diventa reale quando riconosciamo la nostra comune umanità” (Pema Chödrön).

Cristo non ha mani ha soltanto le nostre mani per fare il suo lavoro oggi. Cristo non ha piedi ha soltanto i nostri piedi per guidare gli uomini sui suoi sentieri. Cristo non ha labbra ha soltanto le nostre labbra per raccontare di sé agli uomini d’oggi. Cristo non ha mezzi ha soltanto il nostro aiuto per condurre gli uomini a sé. Noi siamo l’unica Bibbia che i popoli leggono ancora. Siamo l’ultimo messaggio di Dio scritto in opere e parole” (Anonimo Fiammingo, XV sec.).

Santa Maria, donna del pane, da chi se non da te,

nei giorni dell’abbondanza con gratitudine

e nelle lunghe sere delle ristrettezze con fiducia,

accanto al focolare che crepitava senza schiuma di pentole,

Gesù può aver appreso quella frase del Deuteronomio,

con cui il tentatore sarebbe stato scornato nel deserto:

“Non di solo pane vive l’uomo,

ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”?

Ripeticela, quella frase, perché la dimentichiamo facilmente.

Facci capire che il pane non è tutto.

Che i conti in banca non bastano a renderci contenti.

Che la tavola piena di vivande non sazia, se il cuore è vuoto di verità.

Che se manca la pace dell’anima,

anche i cibi più raffinati sono privi di sapore.

Perciò, quando ci vedi brancolare insoddisfatti

attorno alle nostre dispense stracolme di beni,

muoviti a compassione di noi,

placa il nostro bisogno di felicità

come quella notte facesti a Betlem,

il pane vivo disceso dal cielo.

Perché solo chi mangia di quel pane

non avrà più fame in eterno. (Mons. Tonino Bello)