III DOMENICA QUARESIMA

DOMENICA DI ABRAMO

Anno C – III di Quaresima – Rito Ambrosiano – 28 marzo 2016

Salvaci, Signore, nostro Dio

 

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Marc Chagall, Abramo e i tre angeli

 

LETTURA: Deuteronomio 6,4a; 18,9-22

SALMO 105 (106): Salvaci, Signore, nostro Dio.

EPISTOLA: Romani 3,21-26

VANGELO: Giovanni 8,31-59 – In quel tempo. Il Signore 31Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; 32conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». 33Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?». 34Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. 35Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. 36Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. 37So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. 38Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro». 39Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo.40Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. 41Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». 42Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato. 43Per quale motivo non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alla mia parola. 44Voi avete per padre il diavolo e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli era omicida fin da principio e non stava saldo nella verità, perché in lui non c’è verità. Quando dice il falso, dice ciò che è suo, perché è menzognero e padre della menzogna. 45A me, invece, voi non credete, perché dico la verità. 46Chi di voi può dimostrare che ho peccato? Se dico la verità, perché non mi credete? 47Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non ascoltate: perché non siete da Dio». 48Gli risposero i Giudei: «Non abbiamo forse ragione di dire che tu sei un Samaritano e un indemoniato?».49Rispose Gesù: «Io non sono indemoniato: io onoro il Padre mio, ma voi non onorate me. 50Io non cerco la mia gloria; vi è chi la cerca, e giudica. 51In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno».52Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. 53Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?». 54Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, 55e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. 56Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia». 57Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». 58Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». 59Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.

 

Da: C. M. Martini – U. Eco, In cosa crede chi non crede?.

“Ma vorrei ricordare una parola di Italo Mancini in uno dei suoi ultimi libri Tornino i volti, quasi un testamento: «Il nostro mondo, per viverci, amare, santificarci, non è dato da una neutra teoria dell’essere, non è dato dagli eventi della storia o dai fenomeni della natura, ma è dato dall’esserci di questi inauditi centri di alterità che sono i volti, i volti da guardare, da rispettare, da accarezzare»”. (giugno 1995, Carlo Maria Martini).

“Lo confesso: io non ho vissuto e non vivo la mancanza di fede con la disperazione di un Guerriero, di un Prezzolini, di un Giorgio Levi della Vida (per limitarmi alle vicende dei miei contemporanei, di cui posso rendere testimonianza). Ma l’ho sempre sentita e la sento come un’ingiustizia che toglie alla mia vita, ora che ne sono al rendiconto finale, ogni senso. Se è per chiudere gli occhi senza aver saputo di dove vengo, dove vado, e cosa sono venuto a fare qui, tanto valeva non aprirli. Spero che il cardinale Martini non prenderà questa mia confessione per una impertinenza. Almeno nelle intenzioni, è soltanto una dichiarazione di fallimento.”. (febbraio 1996, Indro Montanelli).

Don Bruno Maggioni: “Quando t’imbatti in una cosa bella, la racconti. E quando t’imbatti in una cosa vera, la dici. E se hai capito che la storia di Gesù ha illuminato il cammino del mondo e dell’uomo dandogli senso, allora lo racconti. Non puoi farne a meno. E se l’incontro con Gesù ha cambiato la tua esistenza dandole forza, direzione, senso, allora inviti gli amici a condividerla”.

 

Chi sono io?  

(Dietrich Bonhoeffer, in Resistenza e resa, Lettere e scritti dal carcere)

Chi sono io? Spesso mi dicono

che esco dalla mia cella

disteso, lieto e risoluto

come un signore dal suo castello.

 

Chi sono io? Spesso mi dicono

che parlo alle guardie

con libertà, affabilità e chiarezza

come spettasse a me di comandare.

 

Chi sono io? Anche mi dicono

che sopporto i giorni del dolore

imperturbabile, sorridente e fiero

come chi è avvezzo alla vittoria.

 

Sono io veramente ciò che gli altri dicono di me?

O sono soltanto quale io mi conosco?

Inquieto, pieno di nostalgia, malato come uccello in gabbia,

bramoso di aria come mi strangolassero alla gola,

affamato di colori, di fiori, di voci d’uccelli,

assetato di parole buone, di compagnia

tremante di collera davanti all’arbitrio e all’offesa più meschina,

agitato per l’attesa di grandi cose,

preoccupato e impotente per 1′ amico infinitamente lontano,

stanco e vuoto nel pregare, nel pensare, nel creare,

spossato e pronto a prendere congedo da ogni cosa?

 

Chi sono io?

Oggi sono uno, domani un altro?

Sono tutt’e due insieme? Davanti agli uomini un simulatore

e davanti a me uno spregevole vigliacco?

Chi sono io? Questo porre domande da soli è derisione.

Chiunque io sia, tu mi conosci, o Dio, io sono tuo!